C’è molta lucidità, nelle parole di Coach Domenico Bolignano al termine della sfida tra Infodrive Capo d’Orlando e Bakery Piacenza. Una partita che ha visto i biancazzurri accendersi solo nel finale, pagando però un approccio iniziale lontano dagli standard richiesti. L’analisi dell’allenatore dei paladini tocca intensità, continuità e scelte tattiche, con uno sguardo chiaro su ciò che deve cambiare.
🗣️ Sull’intensità messa nel finale
«L’intensità che abbiamo messo alla fine del quarto quarto mi aspettavo che ci fosse stata sin dall’inizio della partita. Quando giochi contro squadre così giovani non puoi permetterti di lasciarli fare per gran parte della gara, rischiando di giocare un finale punto a punto dove poi può succedere di tutto.»
«Mi aspettavo una risposta diversa, che oggi non c’è stata. Dopo la figura fatta domenica scorsa a Desio dovevamo scendere in campo con un atteggiamento differente: più aggressivo e più voglioso.»
«Oggi avevamo l’occasione di dare un segnale importante e non lo abbiamo fatto. Il segnale più evidente è non essere stati capaci di essere aggressivi all’inizio del match, e questo mi dà alquanto noia.»
🗣️ Sulla difficoltà di trovare continuità offensiva
«Abbiamo preso 38 punti nei primi due quarti che, con tutto il rispetto per Piacenza, non dovremmo concedere in casa nostra. E qando in difesa giochi così, fai fatica anche in attacco. Nei primi due quarti abbiamo fatto una fatica mostruosa e, nonostante tutto, abbiamo realizzato 40 punti, ma senza ritmo: un palleggio in più, un passaggio in ritardo, una rotazione in ritardo.»
«Non abbiamo recuperato palla, non siamo stati in grado di chiudere contropiedi facili e abbiamo buttato via possessi importanti. Questo non va bene.»
«Abbiamo la necessità di alzare l’asticella, di aumentare il ritmo e di essere più consapevoli dei nostri mezzi. Senza guardare l’avversario, ma ricordando quanto siamo stati “operai” nelle partite vinte fuori casa contro squadre di prima fascia. Dobbiamo tornare a fare quello, soprattutto oggi che possiamo ruotare dieci giocatori.»
🗣️ Sull’impatto di Matteo Palermo nel finale
«Negli ultimi minuti l’entrata di Palermo ci è servita per mettere grande pressione sul palleggiatore, soprattutto su Dore, che era il giocatore più produttivo. Abbiamo difeso con più consapevolezza, sapendo di poter cambiare anche sulle situazioni di pick & roll, ad esempio con Ricci che ci aveva colpito da tre punti. Con Bertetti gravato di quattro falli, in quel momento ci serviva sia la sua pericolosità offensiva, sia – prima ancora – la possibilità di fare due difese importanti per giocare gli attacchi successivi con maggiore tranquillità.»
Parole schiette, senza alibi. L’Infodrive Capo d’Orlando sa di dover ritrovare subito identità, aggressività e continuità, soprattutto nei primi minuti di gara. La strada passa dall’intensità difensiva e dalla capacità di giocare di squadra, con quello spirito “operaio” che in questa stagione ha già dato risposte importanti.

