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Infodrive Capo d’Orlando: l’analisi di coach Bolignano dopo la sconfitta di Fiorenzuola

Domenico Bolignano - Infodrive Capo d'Orlando

Ci sono sere in cui il punteggio racconta solo una parte della storia. Il resto lo senti addosso: nello sguardo, nelle sensazioni, in quella distanza tra ciò che sei e ciò che hai mostrato. A Fiorenzuola, l’Infodrive Capo d’Orlando inciampa, ma soprattutto si guarda allo specchio.

Nel post partita, coach Domenico Bolignano mette da parte ogni alibi e sceglie la via più difficile e più vera: quella della responsabilità. Parole che fanno male, ma che parlano d’amore per questa squadra, per questa maglia, per quello che Capo d’Orlando deve e vuole essere.


🎙️ Le parole di coach Domenico Bolignano

Fiorenzuola ha meritato di vincere e noi abbiamo meritato di perdere. Non c’è molto altro da aggiungere. La partita è stata compromessa subito, perché l’approccio è stato inaccettabile: prendere un 31-12 nel primo quarto vuol dire entrare in campo senza la concentrazione, la durezza e il senso di responsabilità che una squadra come la nostra deve avere.  

Abbiamo concesso troppo, in maniera troppo facile, e per larghi tratti siamo sembrati passivi. Quando una squadra ti segna 51 punti nel primo tempo e tocca anche il +22 nel corso della gara, significa che difensivamente non hai fatto il tuo lavoro, e senza difesa non puoi pensare di essere competitivo.  

Nel secondo tempo c’è stata una reazione solo parziale, ma francamente non basta. Il piccolo parziale in apertura di ultimo quarto ci ha riportato a -12, ma è stato un episodio, non un vero cambio di faccia della partita. Per vincere servono continuità, personalità e presenza mentale, e oggi noi non le abbiamo avute.  

Io per primo mi assumo le responsabilità, ma ognuno deve fare un esame di coscienza. Perché a questo punto della stagione non è accettabile giocare con questo livello di morbidezza, di distrazione e di disponibilità al sacrificio intermittente.  

Adesso servono meno parole e più fatti. Bisogna lavorare seriamente, guardare in faccia la realtà e capire che con prestazioni di questo tipo non si va da nessuna parte.


Perché è proprio nei momenti più duri che si costruisce qualcosa di vero. Nelle sconfitte che graffiano, nelle parole che pesano, nelle responsabilità che non si evitano.

Capo d’Orlando adesso è chiamata a rialzarsi, insieme. A ritrovare quella identità che non si misura nei punti, ma nell’orgoglio, nella fame, nel senso di appartenenza.

E come sempre, sarà il campo a parlare. Ma prima ancora, sarà il cuore. Forza Orlandina!💙