Una vittoria che pesa, che vale più dei due punti e racconta qualcosa di più profondo. Dopo il successo contro la SAE Scientifica Legnano, coach Domenico Bolignano si presenta in sala stampa con la lucidità di chi sa leggere oltre il risultato: dentro questa partita c’è la risposta di un gruppo, c’è la conferma di un’identità che non vuole spegnersi proprio adesso.
Le parole di coach Domenico Bolignano
La partita di oggi parte dalla partita di mercoledì contro Agrigento, dove a prescindere dal risultato c’è stata una risposta e c’è stata una prestazione, secondo me positiva. Oggi siamo riusciti a mettere in pratica con più efficacia quello che con Agrigento invece non ci è riuscito.
I miei ragazzi hanno giocato tutti con il dente avvelenato, sapendo che per noi era una partita molto importante. L’importante adesso è continuare a lavorare, sperando di poter agguantare la settima o l’ottava posizione, anche se non dipende solo da noi, ma molto dipende dai risultati degli altri campi.
Dall’altro lato stasera abbiamo incontrato una squadra a cui faccio i complimenti, che ha dimostrato anche stasera di essere una delle migliori difese del campionato, subendo 70 punti in media partita, e infatti stasera ce ne ha concessi solo 72. Però credo che di contro dall’altro lato stasera Legnano ha trovato una squadra che difensivamente è stata superiore. Infatti gli abbiamo concesso solo 61 punti. E questa è credo la cosa più importante di oggi, dato che nel momento in cui metti quella pressione difensiva, quell’intensità, in attacco giochi nettamente meglio, diventa un gioco più fluido, non diventa un gioco doloroso di responsabilità.
Possiamo avere mille difetti, li abbiamo avuti, e ne abbiamo ancora, possiamo prenderci milioni di critiche perché siamo tutti i professionisti responsabili, però se c’è una cosa positiva che stasera i miei hanno dimostrato è che questa squadra non muore mai. Ed è la prima cosa che ho sempre chiesto ai miei ragazzi, andando avanti sempre con la testa alta davanti a tutte le difficoltà. Stasera finalmente c’è stata una risposta non di dieci giocatori ma di dieci uomini che sono riusciti a portare a casa un risultato che era veramente di vitale importanza.
Una fotografia chiara, diretta, senza filtri. Dentro le parole del coach c’è tutto: la crescita, la consapevolezza, la durezza del momento e la volontà di non mollare. Capo d’Orlando resta lì, con la testa alta e lo sguardo puntato avanti.

