Milano batte Capo d’Orlando col fiatone | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 15 maggio 2017

Milano batte Capo d’Orlando col fiatone

Massimo Oriani – Gazzetta dello Sport

MILANO – Un brodino. E vista l’aria che tira per ora a Milano va benissimo così. L’uno a uno nella serie non è quello che ci si poteva aspettare, con i tricolori che scendono in campo battendosi il petto e mostrando i muscoli e la piccola Orlandina che corre a nascondersi in un angolo, già contenta d’aver fatto il colpo della vita in gara-1. Il pareggio arriva solo negli ultimi 8 minuti, dopo che i siciliani erano riusciti a restare incollati all’Olimpia, ricucendo strappo dopo strappo, soprattutto rientrando da -12 sul 70-58 quando sembrava che Dada Pascolo, migliore in campo, avesse scritto la parola fine a gara-2, sino a -3 (75-72) in avvio di quarto periodo.

PAURA – Ma alla lunga le energie, il fisico, i chili deil’EA7 sono stati troppo per una Capo costretta a lasciar fuori Archie non al top e ovviamente dominata in area da una squadra -appunto – nettamente superiore in quella zona del campo, come testimoniano i 50 punti a 28 e il +12 a rimbalzo, con Milano che ne ha conquistati 18 in attacco, tramutandoli in 21 punti (a 8). «Abbiamo cercato di mettergli paura e per tre quarti ci siamo riusciti – dice coach Di Carlo – Sono orgoglioso dei miei ragazzi, se mi avessero detto alla vigilia che saremmo tornati a casa sull’1-1 mi sarei ubriacato per una settimana». Non sono i fumi dell’alcol a farci vedere sul parquet due squadre non così lontane una dall’altra, anche se sulla sempre ingannevole e ritrita carta non dovrebbe esserci match. «Un po’ meglio, abbastanza meglio – spiega coach Repesa – Abbiamo avuto più attenzione, siamo rientrati in difesa limitando i loro contropiede. Sono una buona squadra, ben allenata, non c’è nulla di scontato». Eppure dovrebbe essere scontata, questa serie. Invece no. Perché, Repesa? «Perché non siamo al top fisicamente, siamo ancora lontani. C’è gente che è rientrata da poco da lunghi infortuni come Kalnietis e Simon o acciacchi come Macvan e McLean. Ma se siamo consapevoli di non esserlo possiamo superare questo limite. Se invece giochiamo con presunzione, no». Il tecnico milanese lancia poi un messaggio ai tifosi dell’Olimpia: «Tifoso deve fare tifoso, allenatore fa allenatore. C’è gente dietro la panchina che si lamenta per i cambi, senza sapere perché li faccio. Il medico mi ha detto che Pascolo non poteva stare in campo più di 4-5 alla volta perché rischiava avendo una contrattura. Questo il tifoso non lo sa. Ci sono troppi allenatori, ma non troppo bravi».

ALLORA – Brava è stata invece l’Orlandina a fare una partita ordinata e resiliente, non come capita spesso in queste situazioni alle grandi sfavorite, che dormono sugli allori dell’impresa. Le super percentuali dall’arco (11/18) l’hanno aiutata a restare alle calcagna di Milano, poi quando sono calate, con nove errori consecutivi, frutto probabilmente anche della stanchezza, l’Olimpia è volata via. Ovvio che Capo non può pensare di batterla coi lunghi e sia quindi legata al tiro da fuori. Che però arriva quasi sempre a capo di un gioco d’orchestra. Ora si va in Sicilia per le prossime due. «Cercheremo di dare del filo da torcere a Milano e spero di tornare qui per gara-5» chiude Di Carlo. Non gioca a nascondino, ma potrebbe pure stanare i campioni.

LE PAGELLE

TEPIC 7 – Partita totale, con pochissimi errori, miglior rimbalzista (7) e assistman (7) dei suoi. In 31′ giocati chiude con 23 di valutazione e solo -3 di plus/minus in una gara persa di 12.

IANNUZZI 5 – L’arma letale di gara-1 stavolta fa cilecca.

LAQUINTANA 6 – Tre triple, 6 falli subiti in 13′ dalla panchina.

NICEVIC 6,5 – Commovente: a 40 anni suonati fa a sportellate coi lunghi milanesi e resta in campo per 16′. Peccato per due palle perse pesanti nel finale, in chiaro debito d’ossigeno.

KIKOWSKI 6,5 – Contribuisce ai 31 punti dalla panchina di Capo d’Orlando.

DELAS 6 – Due falli su Raduljica in meno di due minuti lo tolgono dalla partita subito. Un flash nel 4° periodo dà l’ultima illusione all’Orlandina.

DIENER 6,5 – È dura chiedergli di più, le sue tre triple le mette sempre.

IVANOVIC 6,5 – In difesa fa acqua, in attacco però punge spesso e volentieri anche da notevole distanza.

BERZINS 7 – Grande partita, la prima vera dopo il lungo stop per il grave infortunio a un ginocchio. Non fa rimpiangere, per quanto possibile, Archie.

ALL. DI CARLO 6,5 – Impeccabile nella preparazione del match.

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