L’Orlandina si scioglie nella ripresa | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 21 marzo 2016

L’Orlandina si scioglie nella ripresa

Andrea Staccuneddu – Gazzetta del Sud

SASSARI – Secondo tempo disastroso dell’Orlandina che aveva illuso chiudendo in vantaggio all’intervallo (40-42). Poi però negli ultimi due parziali (52-21) ha distrutto quanto aveva costruito. Di Carlo aveva avvertito l’Orlandina: senza una efficace difesa il rischio di uscire dal “PalaSerradimigni” con le ossa rortte era altissimo. Pochi alibi per l’Orlandina che con la contemporanea vittoria di Torino su Trento adesso deve trovare presto un’altra vittoria nonostante il calendario complicato. Quintetto insolito per coach Di Carlo che privo di Vlado Ilievski dà le chiavi della regia al giovanissimo (1995) Tommaso Laquintana, e fa esordire in quintetto Boatright con Jasaitis, Bowers e Oriakhi. La Dinamo spinge dal primo minuto, ma Capo d’Orlando tiene botta in attacco e al quarto con la prima tripla di Ryan Boatright è 7-7. La situazione falli si fa subito pericolosa per l’Orlandina che dopo 4′ ha già Bowers e Oriakhi con due falli a testa. La zone press di Sassari è molto efficace in questa fase, nell’altra metà campo i sardi si affidano al tiro dall’arco per dare uno strappo al match. Al nono i padroni di casa sono avanti di 9 punti (25-16), l’Orlandina spreca tanto, ma nel finale di quarto va a segno con Laquintana. Apre la seconda frazione Nankivil su assistenza di Boatright, ma Alexander la mette ancora da fuori. Di Carlo imposta la difesa a zona, D’Ercole la punisce immediatamente dalla lunga. Reazione dei siciliani guidati da Boatright e dal capitano Nicevic: break 0-7, è 31-27 al 14′. I padroni di casa hanno esaurito il bonus falli, è contemporaneamente inizia il Boatright show: sono cinque in fila per lui e l’Orlandina torna a contatto (33-32). Realizza Formenti, ma Basile raccoglie la palla sul tap-out di Oriakhi e sui fischi del PalaSerradimigni mette la tripla del nuovo -1 (36-35). Oriakhi in lunetta fa 2/2 ed è il primo vantaggio Betaland (36-37 al 17′). Kadji dalla media, Jasaitis sistema i piedi e scuote la retina dall’arco. Altri due di Boatright ai liberi per il 40-42 all’intervallo. Il terzo quarto è tutto di marca sarda. Va a segno subito Varnado, Logan punisce da fuori e i padroni di casa tornano avanti in men che non si dica (45-42). Boatright e Nankivil pareggiano i conti (47-47 al 23′), ma la Dinamo difende sul serio e quello siciliano è un fuoco di paglia. La difesa di coach Pasquini è semi impenetrabile in questa fase e costringe i siciliani a tiri ad alto coefficiente di difficoltà, sulla sirena del terzo quarto arriva la tripla di Alexander che dà il +10 (67-57). Sul canestro di Stipcevic che dà il +15 al 31 ‘ alla Dinamo si spengono di fatto tutte le velleità degli ospiti. Non si era mai vista in questa stagione l’Orlandina crollare in questa modo durante una gara, ci sono i meriti degli avversari, non per altro i campioni d’Italia in carica, talentuosi oltremodo e a cui ad un certo punto entravano tutti i tiri, ma non può bastare. L’Orlandina ha sempre lottato e negli ultimi dieci minuti si è vista una squadra rinunciataria, priva di motivazioni e senza alcuna voglia di difendere la causa della cittadina siciliana. È dispiaciuto vedere una leggenda come Gianluca Basile fischiato dall’inizio alla fine, l’ultima stagione di una carriera dei cui successi a godere sono stati tutti gli italiani doveva avere tutt’altro epilogo. Non siamo negli Usa, ma gli applausi che tributano a Kobe Bryant dovrebbero far riflettere.

Sassari-Orlandina 92-63

Sassari: Petway (0/1), Logan 20 (3/4, 4/8) Formenti 6 (2/4 da tre), Devecchi (0/1 da tre), Alexander 23 (6/8, 3/4), D’Ercole 3 (1/1 da tre), Marconato ne, Sacchetti 4 (1/2, 0/1), Akognon 9 (3/6, 1/5), Stipcevic 13 (2/3, 2/4), Varnado 7 (3/3), Kadji 7 (2/5, 0/2). All. Pasquini.

Capo d’Orlando: Galipò ne, Stojanovic (0/4, 0/1), Basile 5 (1/1, 1/1), Laquintana 8 (4/7, 0/1), Perl (0/1), Nicevic 10 (5/8), Boatright 18 (1/8, 4/6), Jasaitis 10 (2/6, 2/5), Munafò ne, Bowers (0/1 da tre), Oriakhi 6 (2/5), Nankivil 6 (3/5). All. Di Carlo.

Arbitri: Lamonica, Ranaudo e Paglialunga. Note: parziali 25-18; 40-42; 67-57. Tiri liberi: Sassari 13/17; Capo d’Orlando 6/6. Percentuali di tiro: Sassari 33/62 (13/30 da tre, ro 10 rd 18), Capo d’Orlando 25/60 (7/15 da tre, ro 13 rd 19). Spettatori: 5.000 circa

LE PAGELLE

Stojanovic 4,5 – Prova negativa del serbo. Gioca 14′ e la sua prestazione non è da ricordare. Di positivo solo i due rimbalzi.

Basile 6 – Non si fa intimorire dai fischi del “PalaSerradimigni”. Piazza una bomba delle sue e cattura 3 rimbalzi. Prende solo 2 tiri realizzandoli entrambi.

Laquintana 6 – Otto punti, 4/8 dal campo e 9 di valutazione. Solo i numeri basterebbero per confermare la buona prova del talento di Monopoli.

Perl 5,5 – Il giovane ungherese entra in campo nel finale di gara giocando 7′ a partita compromessa in modo irreversibile.

Nicevic 6 – È uno degli ultimi a mollare. Sbaglia solo 3 tiri segnando 10 punti e catturando 3 rimbalzi. È il migliore per valutazione dell’Orlandina.

Boatright 6 – I suoi 18 punti non bastano per sbancare Sassari. Si intestardisce quando Sassari aggredisce col raddoppio sul pick&roll e le percentuali parlano da sole: 5/14 dal campo con 1/8 da 2.

Jasaitis 5,5 – L’ala orlandina, marcata in maniera pressante, gioca una buona gara, ma cala evidentemente nel secondo tempo mettendo a referto alla fine 10 punti con 4/11 dal campo.

Bowers 4,5 – Subito gravato di 2 falli, l’americano non entra mai nel match prendendo solo 1 tiro in 6′, e chiudendo per la prima volta senza neanche un punto.

Oriakhi 6 – Solo 6 punti, ma sotto canestro non aveva un compito facile. Chiude con 10 rimbalzi e 9 di valutazione a testimonianza della sua buona volontà anche in difesa.

Nankivil 5,5 – Due schiacciate fin quando la squadra regge, poi scompare dal campo come tutta la squadra. In 26′ sono 6 punti con 3/5 dal campo e 4 rimbalzi.

Di Carlo (coach) 5 – Si è verificato quello che il coach avrebbe dovuto scongiurare. Il crollo psicologico dei suoi non ha alibi. L’approccio alla gara è stato soft.

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