L’emozione di Peppe Sindoni: «Così c’è ancora più gusto» | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 8 maggio 2017

L’emozione di Peppe Sindoni: «Così c’è ancora più gusto»

Antonio Puglisi – Gazzetta del Sud

CAPO D’ORLANDO – Coach Leka si presenta sereno in sala stampa: «Siamo venuti a fare la nostra gara consapevoli che senza il nostro migliore giocatore avremmo potuto fare poco di quanto effettivamente fatto vedere in tutto il campionato. Togliendo i due quarti centrali dove la nostra difesa è stata ballerina, finalmente abbiamo giocato con la pressione giusta, senza timore. Ho ringraziato i ragazzi per quello che hanno fatto e per l’obiettivo raggiunto della salvezza con una settimana di anticipo. Auguro a Capo d’Orlando buoni play off – conclude il coach di Pesaro – perché li hanno davvero meritati, avendo giocato tra l’altro per gran parte del campionato il miglior basket della serie A».

Peppe Sindoni è senza parole. «Esprimere quello che proviamo per la portata dì questo risultato è veramente difficile. Non amo parlare di budget ma prima della gara di Brindisi avevo detto che rispetto a Cremona, ad esempio, abbiamo speso molto meno. Se veramente vogliamo restare dove siamo – continua il direttore sportivo – dobbiamo prima di tutto capire quello che siamo riusciti a fare insieme a coach Di Carlo. In un anno e mezzo le cose sono cambiate in maniera radicale e confesso anche di aver pianto a fine partita». Ma quanto la sente sua questa qualificazione ai play off? – chiediamo. «Tanto e sono sincero – continua Peppe Sindoni – e per quest’anno c’è anche più gusto rispetto al passato perché non nascondo che ho anche pensato di non riuscire più a raggiungere questo impensabile obiettivo».

«Onestamente non mi rendo ancora conto di quello che siamo riusciti a fare – ha esordito coach Di Carlo. – Ho vissuto queste settimane in cui non si riusciva a vincere ma in maniera molto travagliata. Ci mancava poco per raggiungere il sogno, ma mi innervosivo nel vedere che non ci riuscivamo. Nessuno ci poteva dare la certezza che Venezia potesse vincere contro Brindisi e confesso di essermi rifugiato nelle persone alle quali devo tutto, come Enzo e Peppe Sindoni. Senza di loro probabilmente non sarei mai diventato allenatore di serie A1».

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