Il ritorno di Mandrake | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 3 dicembre 2016

Il ritorno di Mandrake

_oe48916Gabriele Gallo – Il Resto del Carlino

Gli mancò un solo tiro per conquistare la gloria. In fondo potremmo riassumere in questa semplice epigrafe la parabola di Drake Diener alla Pallacanestro Reggiana. Dopo una stagione con pochi acuti, anche per via di tanti problemi fisici, il campione del Wisconsin scoccò la “bomba” della disperazione che avrebbe potuto regalare ai biancorossi uno storico scudetto. Sappiamo bene, putroppo, come finì. A un anno e mezzo di distanza, dopo un’annata a Saragozza interrotta a dicembre 2015 causa il riacutizzarsi del morbo di Chron che lo tormenta da tanti anni, Mandrake torna lunedì al PalaBigi con la canotta della sorprendente Capo d’Orlando.

Diener, con quali stati d’animo torna in via Guasco?
«Con quelle sensazioni strane che si avvertono quando si ritorna in un posto dove ci si è sentiti a casa. Avrò il piacere di ritrovare tanti amici e persone che mi hanno voluto bene. Ma dalla palla a due in poi penserò solo a vincere».

In Sicilia ha ritrovato Flavio Fioretti, parla mai con lui della finale scudetto?
«No. Credo ci sia una sorta di tacito patto per non parlarne. Sarebbe troppo doloroso».

Lei ci ripensa mai, a quella serie ed in particolare a gara 7?
«Non vorrei farlo, ma è impossibile. Non dico che mi capita di pensarci tutti i giorni, ma qualche volta a settimana sì. Succede pure quando casualmente mi capitano sotto gli occhi articoli che rimandano a quella sfida. E fa male, fa ancora molto male».

Sicuramente sta meglio pensando all’ottimo inizio di campionato della sua Betaland?
«Il segreto, come sempre, è tutto nella chimica di squadra. Siamo un team di grandissimo talento e senza primadonne. Riusciamo a giocare bene insieme, altruisti l’uno con l’altro. In più c’è da dire che la dirigenza ha davvero allestito un roster molto interessante. Che può ancora fare meglio, a patto di non sentirsi già arrivati».

Da questa stagione lei personalmente cosa si aspetta?
«A questo punto della mia carriera solo di giocare bene e con continuità. Ora sono a posto fisicamente, dopo qualche guaio muscolare. Voglio aiutare i compagni a fare un’annata sopra le aspettative».

Tentando anche un blitz al PalaBigi?
«Reggio ha una mentalità vincente clamorosa, frutto dei successi degli ultimi due anni. In più, e io lo so bene, in casa è praticamente imbattibile. Ha la consapevolezza che può vincere tutte le partite, e vuole farlo. Cervi sta stupendo e il talento di gente come Aradori e Della Valle è sconfinato. Per giocarci le nostre carte dovremo scendere in campo con grande spirito di sacrificio. E dato che gli esterni biancorossi fai fatica a fermarli perchè sono tiratori nati, dovremo almeno cercare di evitare che vadano in trance agonistica trovando canestri in striscia».

E’ rimasto in contatto con qualcuno dei suoi ex compagni?
«Con Polonara siamo amici dai tempi di Teramo. Ci sentiamo spesso e a volte scambio messaggi anche con Cervi».

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