Simas Jasaitis, un’altra stella accende i sogni di Capo d’Orlando | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 27 agosto 2015

Simas Jasaitis, un’altra stella accende i sogni di Capo d’Orlando

Paolo Cuomo – Gazzetta del Sud

CAPO D’ORLANDO Ieri come oggi e come sarà di sicuro in futuro, Capo d’Orlando ha abituato non solo ai grandi risultati, alle scalate, soprattutto a resurrezioni che hanno pochi precedenti nello sport italiano, ma anche all’ingaggio di giocatori che hanno fatto la storia del basket europeo. Veterani sulla strada degli “anta”, che sbarcano in terra paladina e continuano a tessere il loro interminabile filo cestistico. Tutto è cominciato con Pozzecco e Adam Wojcik; è proseguito con il trio delle meraviglie Basile-Soragna-Nicevic e in quest’estate ha trovato nuova linfa e consacrazione con Ilievski e Jasaitis, che di anni ne hanno qualcuno in meno rispetto agli illustri predecessori o neo-compagni, ma hanno scelto questo lembo di Sicilia perché hanno fiducia nel rilancio e nell’ultimo giro di valzer. Simas Jasaitis nel rapporto età-qualità-prezzo è forse il colpo più eclatante della storia biancazzurra. Il lituano ha “appena” 33 anni e sebbene sia reduce da un’annata sottotono nelle cifre (la prima in carriera), ha ancora tanto da dare. Se a spingerlo ci saranno l’orgoglio e le motivazioni, i tifosi orlandini e la pallacanestro italiana potranno godersi un talento purissimo. Punti, tiro da tre con alte percentuali, uno contro uno, efficace gioco senza palla, versatilità nei ruoli sul perimetro, buona propensione a rimbalzo, difesa: Jasaitis sa fare tutto e con Ilievski, Basile e Nicevic parlerà un linguaggio cestistico per palati fini. Solo due stagioni fa, con la fantastica Lokomotiv Kuban giocava 20 minuti di media in Eurolega tra regular season e Top 16. In carriera ha alzato due Eurocup con il Lietuvos Rytas e i russi di Krasnodar; ha giocato una final four di Eurolega (Tau Vitoria) e vinto vari titoli nazionali. Il vero capolavoro sono però i 10 anni di permanenza nella Nazionale lituana delle meraviglie guidata da Saras Jasikevicius con cui ha disputato due Olimpiadi (quarto a Pechino 2008); tre Mondiali (bronzo in Turchia nel 2010); quattro Europei (terzo nel 2007 in Spagna). Le ultime gesta con l’inconfondibile maglia verde, nel- la rassegna iridata iberica del 2014: un altro prestigioso 4. posto (sconfitta in volata nella “finalina” con la Francia), rimanendo in campo 13′ di media. La nostra previsione? Il suo impatto sarà talmente forte che a metà stagione la società si troverà davanti a un bivio: resistere o cedere di fronte alle offerte che arriveranno da quel basket europeo di élite che il nativo di Vilnius ha sempre frequentato. –

Jasaitis, ben arrivato. Perché Capo d’Orlando? E cosa sapeva di questo club e della Sicilia prima di ricevere l’offerta?

«Quando il mio agente mi ha presentato la proposta, ho guardato e chiesto un po’ in giro e mi sono informato sulla cittadina che è molto carina, perfetta per viverci con la famiglia. L’Italia ha un campionato di buon livello- dove non ho mai giocato- ed è un Paese stupendo. Sono davvero molto felice di essere qui e cercherò di diventare un punto di riferimento per l’Orlandina». –

La scorsa stagione il rientro in patria, al Lietuvos Rytas : come mai ha giocato così poco in Vtb League e Eurocup? Che problemi ci sono stati a livello di squadra e individuali?

«Aspettavo delle richieste, poi ho deciso di firmare per la squadra della mia città (ma solo a inizio gennaio, ndr). Tutto sembrava andare bene, ma dopo aver perso qualche partita, la società ha sostituito il coach ed a quel punto ho cominciato a giocare di meno. Nessun problema specifico, solo bisognerebbe chiedere all’allenatore il perché del minor utilizzo». –

A pochi chilometri da qui, è già stato un suo grande compagno di squadra e di Nazionale, Mindaugas Lukauskis, nel 2011-12 a Barcellona. Vi siete parlati? E cosa le ha detto di questa terra?

«Abbiamo giocato tanti anni insieme e abbiamo ovviamente parlato. Miha detto che potrò vivere in tranquillità con la mia famiglia e si è messo a disposizione per qualsiasi cosa». –

Capo d’Orlando dopo Wojcik, Pozzecco, Basile, Soragna e Nicevic aggiunge alla sua “collana” altre due perle: lei e Ilievski. Sarà proprio un belvedere.

«Lo spero, io darò il mio meglio e anche i miei compagni sono sicuro che faranno lo stesso. Sono qui solo da qualche giorno, stiamo preparando la stagione e dobbiamo lavorare tanto. L’augurio è di raggiungere risultati soddisfacenti». –

544 è un numero che fa effetto: sono le presenze totali in Eurolega dei quattro assi paladini di quest’anno. Basile 223, Ilievski 163, Jasaitis 103 e Nicevic 55: una concentrazione di classe purissima mai vista.

«È molto bello ritrovarsi con giocatori che sono stati tante volte avversari sui parquet di tutta Europa. E questo quartetto con grande esperienza in campo internazionale avrà il compito di aiutare i ragazzi più giovani a migliorare, per crescere insieme». –

Quali momenti della sua lunga e prestigiosa carriera ricorda con più piacere?

«Sicuramente le medaglie con la Nazionale e il trionfo in Eurocup con il Lietuvos Rytas. Ma ci sono tanti altri momenti in Israele, Spagna e Lituania a cui ripenso con gioia, vittorie che resteranno per sempre nel mio cuore». –

Due Olimpiadi, tre Mondiali, quattro Europei: per un decennio ha fatto parte di una delle Nazionali più forti e divertenti del basket continentale, salendo due volte sul podio.

«Giocare per il proprio Paese è una delle emozioni più belle che si possano vivere. Il basket in Lituania è una “religione”, tantissimi tifosi seguono le vicende della Nazionale e sono appassionati e calorosi. Sono molto orgoglioso di questo aspetto della mia carriera». –

Tra 9 giorni cominciano gli Europei: che squadra è la Lituania? E quanto le manca quella maglia?

«Al momento il gruppo non è nelle migliori condizioni, perché ci sono degli infortunati. Ma penso che disputerà ugualmente un ottimo Europeo, anche perché avrà la spinta dei nostri grandi tifosi (la prima fase la Lituania la giocherà nella vicina Lettonia, ndr). La scorsa stagione ho giocato poco e quindi non mi aspettavo la convocazione. Ma sogno in futuro di potere fare ancora parte di questo team». –

E l’Italia con il suo trio Nba Bargnani-Belinelli-Gallinari, più Gentile, Datome e Hackett come la vede? Potrà arrivare in finale? «Sono buoni giocatori a prescindere dal fatto che giochino nella Nba. Quella azzurra è una formazione molto competitiva. In finale? Perché no ! »

Che Europeo sarà? Quali Nazionali sono favorite per il titolo e per la qualificazione diretta alle Olimpiadi di Rio?

«La competizione presenta tante squadre di grande valore a cominciare da Spagna, Francia e… spero Lituania!»

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