Orlandina contro la tradizione | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 24 febbraio 2017

Orlandina contro la tradizione

Giuseppe Lazzaro – Gazzetta del Sud

CAPO D’ORLANDO – La trasferta di domenica contro Cantù avrebbe dovuto segnare il rientro nell’Orlandina del capitano Sandro Nicevic. Un rientro atteso da ben quattro mesi ma che è slittato ancora. Il centro croato, infatti, durante un allenamento ha accusato un problema muscolare che lo ha costretto a fermarsi. Dagli esami è emerso un risentimento al semitendinoso della coscia destra. Un problema di poco conto se paragonato a quello che lo ha costretto al lunghissimo stop, ma che conferma la stagione sfortunata del capitano. Nicevic potrà tornare ad allenarsi, seguendo un programma specifico, la prossima settimana. Quella contro Cantù è una sfida i cui precedenti non ispirano fiducia. Si giocherà a Desio, dove quest’anno la Red October disputa le gare interne in attesa che siano completati i lavori nel palasport di casa. Ma sarà pur sempre una sfida affascinante quella che l’Orlandina lancia domenica (anticipo alle 17,30) alla Pallacanestro Cantù, uno dei simboli del basket nazionale di sempre con in bacheca tre scudetti, due Coppe dei Campioni, quattro Coppa delle Coppe e Korac, due Coppe Intercontinentali e Supercoppa Italiane. In punta di piedi la prima Orlandina in Serie A, sempre nel periodo di carnevale come adesso (24 febbraio 2006), andò a piazzare un grande colpo, restando largamente in vantaggio con l’ispiratissimo Keith Carter sugli scudi, vincendo 95-107 e guadagnando due punti fondamentali verso la salvezza: quello restò l’unico acuto in trasferta dei biancazzurri. Infatti l’impresa non venne replicata l’anno dopo (il 5 novembre 2006 finì 94-83 per i brianzoli) e Cantù allungò il passo nel computo nella stagione 2007/08 infliggendo, alla storica Pierrel di Meo Sacchetti&”Giamma” Vacirca, una delle rare sconfitte da sotterrare di quella splendida annata (105-89). Dopo la cancellazione e la risalita, Capo d’Orlando ha perso anche gli ultimi due precedenti in Serie A: una Waterloo il 4 aprile 2015 (93-67) ma con una Orlandina vicina alla salvezza matematica mentre nell’ultimo confronto in terra lombarda andò più o meno allo stesso modo; Capo d’Orlando mai in partita e asfaltata (84-56 il 17 gennaio 2016) quando si toccò il fondo prima di risalire e, dall’ultimo posto solitario di quella sera, navigare verso la permanenza. Quindi il computo totale dice 4-1 per Cantù ma l’Orlandina ha vinto le ultime tre sfide casalinghe, compresa quella dell’andata quando ha inflitto lo scarto più pesante in stagione nelle sue dieci vittorie sin qui riportate: 96-53, +43 che resta, anzi, lo scarto più ampio dei sei anni di storia nella massima serie dei paladini. Rispetto al match d’andata, però, Cantù è cambiata, intanto nel manico seppur sempre in salsa lituana (Bolshakov per Kurtinaitis) e poi nell’organico: Calathes, Slokar e Cournooh non c’erano nel match del “Pala Fantozzi” mentre è andato a Sassari il centro Gani Lawal ed è diventato incontenibile il lungo JaJuan Johnson, contestato al termine di quella gara dalla decina di tifosi canturini presenti in Sicilia e che, adesso, viaggia con 18.5 punti, 8.2 rimbalzi e 21.7 di valutazione che, addirittura, lo issa al primo posto in assoluto di quest’ultima specialità. Da Cantù c’è tanta attesa per iniziare domenica il riscatto di una stagione sin qui anomala e Craig Callahan, visto al Basket Barcellona in Legadue, prova a suonare la carica. «Nella gara di andata – ha detto l’ispettore” – eravamo ancora in confusione, senza gerarchie chiare. Per vendicare quel -43 servirà energia».

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