L’Orlandina ora non ha paura di sognare | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 17 novembre 2016

L’Orlandina ora non ha paura di sognare

_oe42671Giuseppe Lazzaro – Gazzetta del Sud

CAPO D’ORLANDO. Milenko come Adam, il paragone regge. Non è un nome certamente a caso quello che l’Orlandina ha scelto per sostituire lo sfortunato Berzins. Infatti il neo acquisto biancazzurro, arrivato martedì sera all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo e che ieri ha sostenuto le visite mediche e il primo allenamento, viene paragonato a quello che fu il colpo Wojcik nell’estate 2007. Nove anni fa il fortissimo lungo polacco venne firmato dopo una serie di acquisti (il giovane promettente del tempo Diener, Slay, Wallace, il compianto Howell) per un salto di qualità poi compiutosi con la ciliegina sulla torta: Gianmarco Pozzecco (e oggi l’Orlandina può ancora tesserare un altro extracomunitario). Adesso Tepic arriva in una squadra che sta trovando la chimica giusta, in serie aperta e sulle ali dell’entusiasmo. Il già nazionale serbo, insomma, arriva per il salto di qualità e, visto che sognare da queste parti non è mai vano come ricorda sempre l’illustre ex Marco Caprari, magari cercare di ripetere le gesta di quella formidabile Pierrel allenata da Meo Sacchetti e che, pur dovendo cambiare in corsa per la partenza di Diener e l’infortunio di Slay ingaggiando Beck e Mejia, riusci a centrare, dopo la Final Eight di Coppa Italia, il sesto posto e i playoff scudetto.
«L’arrivo di Tepic – ha commentato il direttore sportivo Giuseppe Sindoni – ci inorgoglisce e ci rende ancora più contenti per il progetto che stiamo portando avanti ormai da quindici-sedici mesi e giocando un certo tipo di pallacanestro. L’acquisto di Tepic mi ricorda quello di Adam Wojcik nel 2007 perché con quell’arrivo si ebbe la percezione netta che qualcosa stava cambiando a Capo d’Orlando e succede quando un giocatore di un certo spessore decide di sposare un progetto di una piccola provinciale che anche allora era al terzo anno consecutivo in Serie A. Quindi spero e credo che Milenko rappresenti la stessa cosa a distanza di nove anni».
Il tecnico Di Carlo: «Quando saremo al completo, in casa potremo battere tutte le avversarie» Come sempre sarà il campo l’insindacabile giudice a stabilire dove potrà arrivare questa Orlandina. Intanto Gennaro Di Carlo, che sta preparando il “derby” personale contro la sua ex Juve Caserta di domenica, comprova ma aspetta sempre chi, al momento, è ai box per i problemi fisici. «Siamo convinti – dice il tecnico della Betaland – che la condizione di Diener andrà migliorando e piano piano cercheremo di recuperare sia Perl che Nicevic e penso che, con un roster al completo, Capo d’Orlando, soprattutto al “Pala Fantozzi”, possa avere l’ambizione di vincere con tutte le squadre di questo campionato. Ci teniamo molto a questa imbattibilità casalinga, che continua da tre partite e che vogliamo allungare e che ci deve consentire di costruire una bellissima stagione. Stiamo lavorando sulle ali dell’entusiasmo ma anche con grande concentrazione e andremo a Caserta per fare bottino pieno».
Tornando a Tepic il team manager Mauro Saja, che lo ha accolto a Palermo, gli ha subito messo al collo una sciarpa biancazzurra e l’ex Panathinaikos Atene ha salutato i tifosi con una semplice ma sentita frase: «Ciao amici, come state»? Per le sue impressioni appuntamento a domani pomeriggio nella conferenza pre-gara dove Tepic sarà presentato tornando al “Pala Fantozzi” nove anni dopo quando giocò contro l’Orlandina nella finale del memorial “Meluccio Carone” 2007 con la maglia del Partizan Belgrado afianco tra gli altri del centro Nikola Pekovic, poi andato in Nba a Minnesota.

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