L’Orlandina ha un Tepic in più | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 29 novembre 2016

L’Orlandina ha un Tepic in più

_oe42620Giuseppe Lazzaro – Gazzetta del Sud

CAPO D’ORLANDO. Orlandina, la forza dei numeri. La matematica non è una opinione ma sorride il futuro alla Betaland, quando il campionato arriverà, nel prossimo turno, ad un terzo esatto di cammino. La vittoria con Varese ha issato i biancazzurri al sesto posto con 10 punti. Vale a dire quanti furono i punti conquistati nella scorsa stagione ma solo alla giornata numero 17 ed è la media migliore dall’annata del ritorno nella massima serie: allora, nel 2014/15, dopo nove giornate il gruppo allenato da Giulio Griccioli, aveva solo 6 punti. Nel triennio precedente, invece, lo scompenso è diverso: all’esordio in A, nel 2005/06, erano sempre 6 i punti dopo nove turni, migliore la media sia nel 2006/07 (erano ben 12) e uguale nel 2007/08 (10 punti), la stagione di Sacchetti e Pozzecco, con la conquista della Final Eight di Coppa Italia e dei playoff. Restando a fare un po’ di conti, con la sola retrocessione prevista, sempre con 20/22 punti alzando la quota, all’Orlandina basterà vincere cinque-sei partite per acquisire in anticipo la sesta salvezza in Serie A. Ma è illogico, a questo punto, pensare a ciò quando, appunto, davanti ci sono due altri terzi di stagione regolare.
E tra i grandi protagonisti della serata il neo innesto Milenko Tepic. A mente fredda, ma nel catino de “La Saletta”, luogo di ritrovo dei tifosi dove la squadra, presente per la cena, è stata festeggiata sino a notte fonda. E coach Gennaro Di Carlo ha detto: «Milenko sa fare tutto. Lo abbiamo preso sapendo che fosse un esterno capace di giocare in tutti e tre i ruoli del perimetro e avete visto che, per necessità dopo l’infortunio di Delas e il passaggio di Archie a “cinque”, ha fatto anche il “quattro”. E poi difende, segna e prende rimbalzi». Infatti, 11 punti, 8 carambole, 17 di valutazione per l’ala serba che, da parte sua, non si scompone. «E stata veramente una gara tosta – ha commentato Tepic al termine – contro una buona squadra come Varese. Grazie a tutti i tifosi che ci hanno aiutato per tutta la gara. Avanti Capo!». Una freccia importante dal quale adesso non si può più prescindere: lo Stojanovic in calo ed anche nervoso, visto ultimamente e, soprattutto domenica, autorizza più che uno stravolgimento un normale cambio nello “starting five” iniziale con l’inserimento di Tepic dalla palla a due, insieme a Fitipaldo e Diener ed il giovane connazionale che, partendo dalla panchina come Perl e magari non sottoposto a pressioni, può anche fare meglio. Tepic non è un giocatore tascabile alla McGee (per come venne impiegato da sesto uomo sia a Capo d’Orlando due anni fa che a Cremona l’anno scorso) ma un elemento che gioca e fa giocare, inventa e serve, attacca e difende, a tutto campo. Ed il suo arrivo rappresenta il classico salto di qualità verso orizzonti sempre più rosei. Quello che non abbandona l’Orlandina è la sfortuna. Non appena è tornato Perl, ecco l’infortunio di Delas, costretto a lasciare il parquet anzitempo. In corso le valutazioni sull’entità della botta (tale è stata definita a caldo ma il lungo croato non è più rientrato) e verificare la possibilità di un recupero in vista del posticipo di lunedì sera che vedrà la Betaland, senza avere nulla da perdere, andare a sfidare al “Pala Bigi” i vice campioni d’Italia in carica di Reggio Emilia.

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