L’Orlandina crede nell’impresa | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 6 febbraio 2016

L’Orlandina crede nell’impresa

_P6R8777Giuseppe Lazzaro – Gazzetta del Sud

CAPO D’ORLANDO – Sarà una Reggio Emilia in difficoltà nel reparto esterni quella che domani sera attende l’Orlandina al “PalaBigi” (ore 18,15, diretta su Antenna del Mediterraneo). Alla nota assenza di Kaukenas, che non si sa quando potrà rientrare per i problemi alla schiena, si sono aggiunte quelle di Stefano Gentile (dieci giorni di stop per una distorsione tibio-peronale prossimale al ginocchio sinistro) e del nazionale Pietro Aradori (out due settimane per una lesione del muscolo otturale della gamba destra). Si tratta dei tre esterni dello “starting five” di coach Menetti e la notizia è planata nel pomeriggio, nella sala stampa “Daniele Di Noto”, durante la conferenza pre-gara. «Che devo dire? Che l’acquolina in bocca cresce – ha commentato Gennaro Di Carlo in… diretta -. Sono assenze pesanti ma Reggio Emilia ha una squadra lunga, un roster capace di vincere in Italia ed in Eurocup al di là dalla sconfitta di mercoledì con Trento. Queste assenze, anzi, capovolgono il nostro piano partita e dovremmo cercare, in 48 ore, di capire come loro si disporranno, visto che hanno rimesso dentro Veremeenko. Loro con un quintetto più alto? Vedremo». L’analisi sulla sfida è chiara. «Andiamo a giocare una gara fuori casa difficile contro la prima in classifica, una squadra figlia di un progetto consolidato nel tempo perché Reggio non è una squadra che nasce ieri ma qualche anno fa, che ha una dimensione internazionale ed è imbattuta in casa, in campionato. La consapevolezza di affrontare un avversario del genere deve essere la chiave per andare a giocare fuori casa. Sarà una partita tosta e dove faremo l’impossibile per cercare anche l’impresa. Se dovessimo vincere, certamente avremmo una botta esplosiva di non poco conto». Un passo indietro: ragionare, a mente fredda, sulla gara stravinta con la Virtus Bologna e da proiettare nel futuro. «Mi piace pensare – prosegue Di Carlo – che la vittoria di lunedì, dopo quella con Venezia, sia un punto di partenza e non di arrivo. La salvezza si giocherà sino alla fine, noi ci siamo rinforzati ma anche le altre lo fanno, oggi (ieri per chi legge ndc) Eyenga è uscito da Sassari ed è stato firmato da Torino. A livello di calendario non ci aiuta andare a giocare a Reggio Emilia ma noi dobbiamo pensare a fare la nostra partita e ad acquisire quell’equilibrio mentale “meridionale”: non esaltarsi per le vittorie e non deprimersi davanti alle sconfitte. A livello individuale tutti devono migliorare e anche a livello globale ma è una squadra che sta acquisendo fiducia e sono ottimista per il futuro». Hai fatto “pace” con Stojanovic dopo il battibecco di lunedì in diretta? «Quando un giocatore fa benissimo e non vuole uscire significa che ha voglia di giocare e lottare per la maglia. Su questo nulla da dire ma ci sono anche dei margini di miglioramento mentale che un ragazzo di 18 anni deve avere. Posso dire che Stojanovic per noi è diventato fondamentale, un giocatore che mi ricorda il primo Alessandro Gentile, sia tecnicamente che come esplosività atletica. Le sue cifre sono migliorate anche per il ritorno di Jasaitis e l’arrivo di Boatright. Tutti ne hanno tratto beneficio, pure Basile, semplicemente grandioso lunedì realizzando 9 punti in 11’». In sala stampa presente anche Alex Oriakhi: «Il reparto dei lunghi – ha detto il centro americano – si è avvalso dell’arrivo di Nanldvil, un giocatore che ha dato equilibrio e qualità oltre ad avere il tiro da fuori e Nicevic, il cui ritorno è fondamentale».

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