L’Orlandina con orgoglio la sua poesia | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 19 maggio 2017

L’Orlandina con orgoglio la sua poesia

Giuseppe Lazzaro – Gazzetta del Sud

CAPO D’ORLANDO. Onore a chi ha vinto e soprattutto a chi ha perso. Gara-4 chiude la serie dei quarti, con la qualificazione di Milano che adesso può dedicarsi al recupero di Sanders e ad affrontare Trento in semifinale ma con l’applausometro al massimo per l’Orlandina, che ha chiuso la sua meravigliosa stagione con una grande generosità che, negli ultimi 15′, aveva persino fatto pensare ad un miracoloso recupero. Ma la mira nel momento topico ha risentito della stanchezza (19% da oltre l’arco, appena 5 triple a segno). I tifosi lo hanno capito e nell’ultimo minuto è partita la festa, con cori, battimani e saluti finali. Come se si fosse vinto. Non ha ovviamente nulla da rimproverarsi il gruppo di coach Di Carlo: ha compiuto l’impresa in gara-1, nei due match di mezzo è stata staccata solo nell’ultimo quarto, mentre ieri sera Milano è partita con un piglio diverso e, approfittando delle amnesie in attacco dei biancazzurri, ha subito preso il volo, rischiando parzialmente nel finale quando l’Orlandina ha dato il massimo con Berzins e super Archie, unico in doppia cifra per i suoi. Avvio contratto della Betaland con due triple fallite (Ivanovic e Diener) e tre errori da sotto di Iannuzzi. Il solito Pascolo (6 punti in 3′) lancia Milano (2-8 a 7’09”) costringendo Di Carlo al primo time out. Entra Archie ma langue la fase offensiva (due soli canestri di Tepic) e Milano può giostrare allungo e rotazioni. Macvan entra e colpisce da oltre l’arco (4-17 a 3’40”). Un mini-break (5-0) aiuta l’Orlandina a non fare scappare i buoi troppo presto, la prima “bomba” della serata la piazza Kikowski ma la triplona di Abass a fil di sirena segna il doppiaggio dell’EA7: 12-24. L’Orlandina non è fluida e fatica parecchio. Milano tiene il parquet con autorità e Hickman firma il 16-28 a 5’35”,poi McLean schiaccia il 26-43 a 1’45”. Una tripla di Archie rianima il palazzo (31-43), ma un arcobaleno di classe di Simon manda le squadre negli spogliatoi sul 31-45. La situazione non cambia in avvio di terzo quarto: Milano vola al massimo vantaggio (34-56), poi il fallo tecnico a Raduljica, seguito da una acrobazia di Archie cambia l’inerzia della partita. Una granata piedi a terra di Berzins (42-58 a 4’18”) obbliga Repesa a chiamare minuto ma il divario è troppo ampio per sperare nel miracolo. L’Orlandina ha un altro scatto d’orgoglio, difende forte e con Berzins ispirato in attacco (7 punti nel periodo) si porta a -11 a 1’44”. Due accelerazioni di Macvan e Hickman consentono a Milano di allungare nuovamente: 49-65. L’ultimo quarto della stagione al “PalaFantozzi” si apre con la tripla di Archie e il 2+1 di Iannuzzi: 55-65. Dopo il contestato quarto fallo a Delas, Archie sigla il -8 che illude. Milano trova il primo canestro con la tabellata di Macvan dopo quasi 5′ di buio ed è ancora il lungo serbo (15 punti in 19′) a segnare la tripla del +11 e della tranquillità. Ultimo minuto con l’ovazione a Nicevic che saluta e, probabilmente, lascia il basket giocato e cori per tutti i protagonisti a celebrare una stagione da favola.

Le pagelle (di Paolo Cuomo)

Tepic 6,5 – Chiude i suoi eccellenti playoff con 13 rimbalzi, forse un record in carriera. Non molla mai, ma il suo orgoglio non basta per giocare alla pari con l’Armani.

lannuzzi 6 – Sbaglia tanto, ma sotto canestro è un leone con 8 rimbalzi offensivi e tanto coraggio. La sua stagione da rookie in Serie A è stata da favola, lo vuole già Avellino e sarà molto difficile trattenerlo.

Laquintana 6 – Una bella iniziativa nel primo tempo e niente più.

Nicevic 6 – Abbiamo assistito all’ultima recita del 41enne croato? Forse, chissà. Emozionante l’ovazione del pubblico. Certo, se è così, Capo d’Orlando per quattro stagioni si è goduta uno dei lunghi europei con maggior classe e talento dell’ultimo ventennio.

Kikowski 6 – Con il suo tiro prova a dare speranza all’Orlandina. Ma quando il livello si alza, il polacco fatica.

Delas 6 – Lotta in area, fa a sportellate, ma i falli lo penalizzano e rimane in campo solo per 21′.

Diener 6 – Si dispera – sino a scagliare con rabbia il paradenti fuori dal parquet – perche non riesce a dare il contributo di cui la squadra ha bisogno. Da tre punti non segna mai. Nei playoff la stanchezza si è fatta sentire dopo una stagione da protagonista.

Ivanovic 6 – Anche il playmaker chiude con zero triple e un’applicazione difensiva non sempre puntuale. Quattro assist.

Archie 7,5 – È il migliore. La sua freschezza atletica, dopo due partite in tribuna, è decisiva per recuperare il profondo gap che si era creato. Segna da tre, in schiacciata, è l’unico in doppia cifra. Vedendolo giocare così, aumenta il rammarico per quello che poteva essere e non è stato.

Berzins 7 – Ancora una volta chirurgico. Chiude la post season con 10 punti di media e tante belle giocate. Una certezza per il futuro. Forse poteva rimanere in campo qualche minuto in più.

Di Carlo 6,5 – Conclude la prima esperienza nei playoff con la grinta di chi non voleva arrendersi alla sconfitta, anche se di fronte c’era la favorita unica per lo scudetto. Dev’essere orgoglioso e ha poco o nulla da rimproverarsi

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