Il fattore “D” colpisce ancora e la cavalcata ora è trionfale | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 6 marzo 2017

Il fattore “D” colpisce ancora e la cavalcata ora è trionfale

Paolo Cuomo – Gazzetta del Sud

CAPO D’ORLANDO – Un’emozione infinita. Ancora nel segno del fattore D. Difesa, Diener, Delas, Dominique (come Archie) e Di Carlo – l’ordine d’importanza decidetelo voi – hanno contribuito a realizzare l’ennesimo capolavoro di una stagione che non sarà magica come quella del 2008 (almeno secondo noi), ma molto si avvicina. È stata la vittoria della maturità, della pazienza, della sofferenza. Caratteristiche che rendono sempre più grande l’Orlandina delle meraviglie. Anche l’attesa sfida con Brescia – che era reduce dalla semifinale di Coppa Italia e da cinque successi nelle ultime sette giornate – si è chiusa con una festa a centrocampo: la matricola che gioca bene come i paladini ha avuto, spinta dall’entusiasmo, un ottimo inizio (volando sull’11-24), ma poi è stata soffocata dalla pressione degli avversari, che hanno piazzato il +4 in classifica e il 2-0 negli scontri diretti. La corsa di Capo d’Orlando adesso è diventata una cavalcata trionfale : a 9 giornate dalla fine, quarto posto in condominio consolidato (e a -2 dal secondo…) con 4 punti di margine sul gruppetto a cavallo dei playoff. Il terzo, eccezionale traguardo (dopo salvezza e Final Eight) si avvicina, mentre all’orizzonte si comincia pure a intravedere quella qualificazione a una coppa europea raggiunta 9 anni fa e rimasta solo un desiderio. Nell’anticipo di mezzogiorno, come in un fil rouge o in una staffetta, i migliori giocatori dell’Orlandina si sono passati il testimone della vittoria: ha cominciato l’immenso Diener, l’unico sveglio in avvio. Con le sue triple (compreso il missile da 9 metri del sorpasso) ha evitato che lo svantaggio diventasse più ampio. Poi è salito in cattedra Delas, il playmaker aggiunto, il perno (un po’ come dice Papa Francesco) del gioco biancazzurro. Infine, a fare la differenza, ci ha pensato Archie con 12 punti nella ripresa, tanta sostanza e movimenti spalle a canestro da applausi. L’Orlandina è stata brava a neutralizzare il capocannoniere Landry, a disinnescare la zona proposta a intermittenza da coach Diana, soprattutto a limitare il talento di Luca Vitali, splendido nel primo tempo. Il “cervello” di Brescia, continuamente raddoppiato, ha perso il timing della partita, chiudendo sfinito e senza idee. È stata la chiave. La difesa dell’Orlandina, dopo aver subito 24 punti in 10 minuti, ne ha concessi appena 43 negli altri 30, intasando l’area e costringendo anche il totem Moss a una prestazione da 2-10 al tiro e 2 di valutazione. Ultima e curiosa notazione: Sandro Nicevic è sempre infortunato ma il suo alto contributo come consulente tecnico di Di Carlo lo dà, eccome. Il coach in panchina parla più con il 40enne croato che con i suoi (validi) assistenti. Anche questo è uno dei segreti del miracolo.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO

ALTRI ARTICOLI