Griccioli euforico: «Abbiamo fatto una grande partita» | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 19 ottobre 2015

Griccioli euforico: «Abbiamo fatto una grande partita»

sandrovsbolognaLuigi Masellis – Gazzetta del Sud

BOLOGNA – È un coach Griccioli euforico quello che si presenta nella sala stampa dell’Unipol Arena. «Abbiamo fatto una grande partita e oggi al contrario di Venezia speravo di prendere non solo i complimenti, ma anche i due punti – apre così la conferenza post gara il coach senese. Com’era successo domenica scorsa, anche stasera siamo stati bravi a non fermarci e continuare a fare le nostre cose, quando la nostra avversaria Bologna si è rifatta sotto. Avevamo impostato la gara in un certo modo – prosegue l’allenatore – siamo senza Bowers e Stojanovic, siamo partiti con Metreveli in quintetto e devo dire che ha giocato tutto sommato una buona partita. Ha iniziato piano, ma è stato determinante nel finale con quei due canestri prima di uscire per limite di falli. «Quelli di Oriakhi ovviamente hanno modificato leggermente il piano gara, ha giocato anche Vujicevic, un giovanissimo che si allena tanto e duramente e che non avrebbe dovuto vedere il campo durante la stagione, invece ha giocato e si è ben comportato. Nella nostra idea Simas non deve occupare il ruolo da “4” stabilmente, abbiamo un assetto ancora in costruzione, e vero, ma vogliamo che continui da esterno e sia un interno solo in casi d’emergenza – continua nell’analisi del match Griccioli. «Non mi sono fatto spaventare a far giocare Vujicevic, un classe 1996, e schierare Simas da esterno. Abbiamo concesso qualcosa a Pittman, ma neanche più di tanto onestamente: non ha avuto tutti quei rifornimenti che di solito riceve. Complimenti ai miei ragazzi che meritavano questa vittoria, la gara di Venezia gridava vendetta». Continua a stupire Zoltan Perl, giovanissima guardia ungherese: «Perl è la nostra sorpresa – afferma l’allenatore – crediamo molto in lui. È arrivato a Capo a maggio per un tryout di una settimana, abbiamo visto come giocava e, pur venendo da un campionato di più basso livello, s’intuivano le abilità del ragazzo».

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