Capo d’Orlando scopre la grinta di Fitipaldo | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 20 ottobre 2016

Capo d’Orlando scopre la grinta di Fitipaldo

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Sebastiano Ilardi –  Corriere dello Sport

Bicchiere mezzo pieno in casa della Betaland Capo d’Orlando. L’entusiasmo e la felicità per la bella e convincente vittoria sono state purtroppo smorzate dal grave infortunio subito dal lettone Janis Berzins (lesione al crociato). L’accaduto ha scosso lo spogliatoio paladino che adesso avrà una motivazione in più per provare a sfatare il tabu Trento domenica pomeriggio. «È veramente una bruttissima notizia – commenta Bruno Fitipaldo, Mvp della gara con Torino – appena finita la gara siamo andati subito a chiedere a Janis come stava per capire cosa fosse successo. È stata veramente una brutta botta per noi tutti. Lavoriamo tutti insieme quotidianamente, condividiamo ogni momento, tanti anche fuori dal campo, vederlo sofferente dopo la gara è stato terribile. Eravamo dispiaciuti, ma siamo sicuri che dopo il periodo di cure tornerà più forte di prima». Non solo 24 punti realizzati (con 5/6 da 3), Fitipaldo ha marchiato la gara a modo suo con la classica “garra” uruguaiana, talento e grande disciplina: «L’unica cosa che contava era vincere perché poteva aiutarci nel morale e darci fiducia nel continuare il lavoro che stiamo facendo. Io il leader? Credo che in questa squadra ci siano diversi tipi di leader. Uno sicuramente è il coach, un altro è senza dubbi Sandro Nicevic, non importa se giochi o no in questo momento, Questa squadra trova il suo leader nel gruppo stesso credo sia per il modo in cui giochiamo».  Un viaggio quello di “Fiti”, come è affettuosamente chiamato dai compagni, dal Sud America alla Sicilia che al di là dei km, tanti, non ha creato problemi: «Non è stato affatto difficile ambientarsi a Capo d’Orlando – racconta el base della nazionale uruguaiana – perché la gente qui è fantastica. Tutti, dallo staff alla gente per strada, hanno reso il mio ambientamento semplice, quasi naturale. Le mie tradizioni e la mia cultura credo siano molto simili a quelle italiane per cui io sono stato bene qui sin da subito. Sento spesso la mia famiglia, gli racconto come vivo qui e come me la passo e loro sono molto felici di questa nuova mia avventura perché sentono che sono contento. Mi verranno a trovare a fine anno, non vedo l’ora, sono sicuro che gli piacerà tutto di qui».

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