Dominique Archie, il paladino americano dell’Orlandina | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 18 febbraio 2017

Dominique Archie, il paladino americano dell’Orlandina

Berenice Guzzo – SportJournal

Dominique Archie sta trascorrendo il suo terzo anno con l’Orlandina Basket. Questo per lui sarà il secondo anno in serie A con la squadra siciliana. “Nella pre-season pensavo che avremmo potuto avere una buon stagione, ma ad essere onesto penso che abbiamo superato le mie stesse aspettative.”

Approdato a Capo d’Orlando nella stagione 2013-2014, “Mimmo” Dominique Archie è tornato a giocare nella squadra della cittadina siciliana dopo aver trascorso un anno in Belgio. Originario della Georgia statunitense, dov’è nato ad Augusta il 19 agosto 1987, ha ricevuto la menzione onorifica sportiva All-American nell’ultimo anno alla Josey High School. Archie ha frequentato la University of South Carolina partecipando alla Southeastern Conference (SEC) del campionato NCAA con i Gamecocks. Non trovando sufficiente spazio in campo, ha trascorso la sua prima stagione da red-shirted (status in cui non si partecipa alle competizioni) per poter conservare un anno di idoneità. Durante l’anno da senior, nel novembre del 2009, un infortunio lo ha costretto ad interrompere la stagione, ma la sua richiesta per un’ulteriore anno di idoneità è stata bocciata dall’NCAA: la condizione necessaria infatti era l’aver perso due stagioni per ragioni fuori dal controllo del giocatore e della scuola, cosa non vera nel suo caso. Concluso il capitolo del college, Archie ha partecipato al campionato dell’NBA D-League insieme agli Austin Toros. A gennaio, infortunatosi nuovamente, ha lasciato la squadra per spostarsi in Romania presso il BC Timisoara, con cui è rimasto anche la stagione successiva. In Italia ha giocato a Capo d’Orlando in DNA Gold e, grazie al ripescaggio della squadra, in Serie A nella stagione 2014-15. Nell’aprile 2015, rescisso anticipatamente il contratto con l’Orlandina, ha partecipato già ai play-off con la squadra della massima serie belga Ostenda, vincitrice del campionato. È quindi rimasto anche nella stagione successiva con quella formazione, distintasi per aver fatto incetta di trofei: Coppa del Belgio, SuperCoppa e Scudetto.

– Quando hai deciso che saresti diventato un giocatore professionista?

Penso non sia stata una decisione. Credo sia stato un progetto a cui mi sono dedicato gradualmente. Ho continuato a lavorar duro in modo che succedesse.

– Sei stato scelto al primo giorno nel Draft dell’NBA D-League dagli Austin Toros. Hai partecipato ad una cerimonia?

Non c’è stato niente. In fase di recupero dopo un infortunio, ero a casa con il mio istruttore. Lo chiamarono dicendogli che ero stato scelto. Non mi aspettavo niente perchè all’epoca non potevo giocare, ma si trattò di una buona opportunità.

– Nel gennaio del 2011 hai lasciato gli Austin Toros dopo un infortunio. È stato difficile per te riprenderti e ricominciare una nuova carriera in Europa?

No, non è stato molto complicato. Con il Timisoara mi hanno fatto entrare in gioco qui in ad esempio contro Venezia e Milano. Non importa contro chi giochiamo, i nostri fan vengono comunque e ci sostengono. Non penso che l’atteggiamento qua sia cambiato.

– Cosa vorresti fare il giorno in cui non giocherai più?

Proprio niente, vorrei solo guardare i miei figli crescere.

A questo link il magazine intero con l’intervista in doppia lingua italiano e inglese: http://sportjournal.pictures/reportage/?p=121.

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