Di Carlo, la rabbia e l’orgoglio: «Siamo rimasti sempre a contatto» | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 15 maggio 2017

Di Carlo, la rabbia e l’orgoglio: «Siamo rimasti sempre a contatto»

Claudia Mercaldo – Gazzetta del Sud

MILANO – Arrabbiato ma orgoglioso coach Gennaro Di Carlo in questa sua seconda presenza di fila nella sala stampa del Forum d’Assago: «Abbiamo cercato – dice – di mettere un po’ paura a Milano e credo che per tre quarti di gara ci siamo riusciti. Sono orgoglioso di quello che la squadra ha fatto in campo in queste due prime partite. Se qualcuno mi avesse detto che saremmo tornati a casa con una vittoria mi sarei ubriacato per una settimana – sorride l’allenatore della Betaland – e siamo davvero convinti di aver dato tutto. Adesso la serie si sposta già a Capo d’Orlando, cercheremo di ritornare qui, provando a vincere una delle due. Ci prepareremo per questo, sappiamo che Milano sta crescendo. Venderemo cara la pelle, vogliamo dare filo da torcere a Milano. La nostra è una squadra che ha carattere, il nostro lo faremo sempre». Senza Archie, la serata si è complicata. «Si tratta di un’assenza per noi molto importante, ma Berzins ha dimostrato di essere un ragazzo con tanto cuore e ha fatto una grande partita dopo un infortunio grave in stagione. La consapevolezza c’è, ma non dobbiamo mai perdere di vista in fatto che giochiamo contro Milano. Siamo determinati nel cercare di fronteggiare una squadra tosta come l’Olimpia consapevoli di avere dei limiti – prosegue il tecnico dei siciliani -. È chiaro che cerchiamo di na-scondee le nostre debolezze ed esaltare i nostri punti fi forza. Mi auguro di poter tornare ancora qui. In questa seconda gara abbiamo giocato con tutta la panchina: Berzins, Laquintana, Nicevic, Kikowski ci hanno dato una grande mano nel rimediare i problemi che avevamo. Posso contare su 9-10 giocatori e questo per me significa avere intensità ed energia che ci permette di fronteggiare Milano. Dovremo tenere sotto controllo più il fisico che la mente dei ragazzi. Milano ha giocatori importanti, gente che calca i parquet d’Europa da tanto tempo». «Ci aspettavamo la loro reazione, il loro orgoglio, ma volevamo tenerli sempre a contatto sperando di creargli ansia – conclude Di Carlo -. Siamo stati in partita per più di tre quarti di gara, poi le energie sotto canestro sono venute meno per noi. Li si è spezzata la partita e non siamo più riusciti a rientrare».

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO

ALTRI ARTICOLI