Capo d’Orlando non si ferma | Orlandina Basket
  • Pubblicato il: 19 ottobre 2015

Capo d’Orlando non si ferma

oriakhivsbolognaAlessandro Rossi – Gazzetta del Sud

Continua a stupire la formazione siciliana che doppia Bologna nella percentuale al tiro. In attesa del posticipo di questa sera tra Avellino ed Olimpia Milano, il weekend di serie A propone spunti di riflessione ed accende i riflettori su sorprese, conferme e volti nuovi. Come quello del newyorkese Durand Scott, 21 punti, di cui 8 nel break decisivo, nel successo di Brindisi sul campo dei campioni d’Italia di Sassari. L’altra sorpresa arriva da Trento, dove Pistoia, capolista imbattuta insieme a Reggio Emilia, domina. Conferme e segnali di continuità invece per Capo d’Orlando e Venezia.

L’ATTACCO VENDE I BIGLIETTI — E’ una delle massime più famose dello sport di squadra americano, per il quale spettacolo uguale business. E business significa mantenere altissimo il livello di leghe che non hanno eguali nel resto del mondo. Poi però, la seconda parte della frase si completa così: le difese vincono le partite. E la regola vale anche per il campionato italiano. Tolta Caserta, la difesa meno battuta a quota 61.7 punti subiti, sul secondo e terzo gradino del podio, a quota 68 e qualche punto percentuale, ci vanno la capolista Pistoia e la Capo d’Orlando dei veterani e dei miracoli. A conti fatti le sorprese di questo primissimo scorcio di A e due tra le squadre che stanno esprimendo la miglior pallacanestro. La Giorgio Tesi Group passa a Trento, lasciando gli avversari, che avevano segnato 81.5 punti di media nelle prime 2, a quota 54. Capo d’Orlando piega Bologna pur tirando pur tirando 11 volte in meno e prendendo 6 rimbalzi offensivi contro i 20 della Virtus.

IN THE ROAD — Escludendo la partita di questa sera tra Avellino e Milano, le vittorie in trasferta della terza giornata di andata sono state quattro. La più roboante quella di Brindisi sul campo dei campioni d’Italia di Sassari, che avevano già rischiato nel primo turno contro Cremona, vincendo poi all’overtime e non senza soffrire. Venezia, a Torino, ha dimostrato che la sconfitta nella giornata di apertura è stato solo un episodio. Continuano a stupire Capo d’Orlando e soprattutto Pistoia, capace di tenere Trento, sul proprio campo, all’11% (2 su 18) nel tiro dalla lunga distanza. In un campionato dove, nella fascia medio-bassa, la competizione è fortissima ed il livello delle sfidanti non ancora definito, vincere in trasferta vuol dire prendere fiducia, scalare posizioni e soprattutto rimanere nei piani altri della classifica.

LOMBARDI E FELICI — Dalla stagione 2009/10, anno in cui le rappresentanti lombarde in serie A erano diventate 4 (con la promozione di Cremona dall’allora Legadue), non era mai capitato che tre di esse affrontassero la terza giornata di campionato ancora senza vittorie. La prima volta di Cremona e Varese lascia sul fondo della classifica a quota zero Pesaro e Cantù, due delle sei squadre dell’attuale serie A ad aver vinto più di uno scudetto. Le difficoltà di Vanoli ed OpenjobMetis, pur con dinamiche differenti, sono legate dallo stesso filo conduttore. Entrambe hanno dovuto fronteggiare l’assenza dei playmaker titolari e giocatori di riferimento. Per Luca Vitali e Maalik Wayns quella che inizia è una settimana importante per quantificare i tempi di recupero dei rispettivi infortuni. Pancotto e Moretti incrociano le dita.
IL VENTO DELL’EST — Nell’ennesima vittoria della capolista (imbattuta) Reggio Emilia, i lituani Lavrinovic e Kaukenas, il bielorusso Veremeenko ed il lettone Silins hanno segnato 51 dei 97 punti finali. Una delle sorprese di questo inizio di campionato, Capo d’Orlando, sbanca la Unipol Arena di Bologna con i punti pesanti dei veterani Jasaitis (lituano), Nicevic (croato) e Ilievski (macedone), ma anche con le giocate dell’ungherese classe 1995 Perl. Varese, peggior attacco delle prime 2 giornate a 56.5 punti di media, ne segna 88 nel primo successo stagionale contro Pesaro. Chi la decide? Non solo, ma soprattutto il croato Ukic, 14 punti ed 8 rimbalzi e una gestione perfetta dei possessi decisivi. E Venezia? Ritrova lo smalto dello scorso anno e un Peric (croato) da doppia-doppia (13 punti e 10 rimbalzi). Molte squadre hanno preferito consegnare le chiavi delle rispettive squadre a giocatori europei di grandi scuole slave e baltiche anziché puntare tutto sui giocatori americani. E l’usato sicuro, spesso, è meglio di una scommessa o un salto nel vuoto.

PANCHINE CHE SCOTTANO — Non sono quelle degli allenatori a rischio, ma quelle da cui si alzano giocatori decisivi nei destini delle rispettive squadre. In un contesto in cui tante squadre devono affrontare il doppio impegno campionato-coppa ed altre la necessità di dover scommettere su qualche giovane, avere rotazioni lunghe e di qualità è una tendenza. E soprattutto aiuta a vincere le partite. Prendiamo il turno del weekend. In due partite su sette le seconde linee, per produzione offensiva, hanno contribuito per il 26%. Nelle altre cinque, quelli che comunemente vengono definiti panchinari, hanno combinato per non meno del 35%. Nel successo di Venezia a Torino e di Reggio Emilia, in casa, contro Cantù i punti dalla panca sono stati, circa, il 50%. Addirittura, Cremona, per vincere la prima gara dell’anno, ha dovuto trovare il 61% dei punti dalle riserve. Avere dei buoni cambi significa mantenere costante il livello tecnico della squadra. Che spesso vuol dire anche vincere le partite.

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